PARLIAMO DI …

WILD ROSE ( rosa canina)
Rosa canina

 “Per coloro che senza ragioni apparentemente sufficienti si rassegnano a tutto ciò che loro accade.
Si accontentano di scivolare nella vita, la prendono come viene senza nessuno sforzo per migliorare le cose e trovare qualche gioia.
Hanno rinunciato senza lagnarsi alla lotta per la vita”.
E.Bach

 Se Vervain rappresenta un’iper- espressione legata al fanatismo, all’esagerazione e all’autoesaltazione, Wild Rose al contrario esprime una sorta di ipo-espressione: apatia, rinuncia, rassegnazione.
I fiori della rosa canina, dalle corolle piatte, aperte verso i raggi del sole, e con i petali a forma di cuore, sono il simbolo della ricerca della luce, dell’amore, della vitalità e dell’apertura radiosa alla vita.
Attraverso la loro superficie, i fiori di questa pianta assorbono l’energia piena del sole e, così come la rosa ha sempre avuto un simbolismo legato agli amanti, ai poeti e ai mistici, il rimedio Wild Rose è in grado di riportare alla luce, amore e gioia nell’animo di coloro che si sono lasciati andare alla rassegnazione.
Secondo la tradizione astrologica, nella rosa canina s’individuano le segnature di due pianeti: Venere, in quanto nell’antichità pagana, le rose rappresentavano la “dedizione incodizionata alla vita, alla gioia di vivere, all’ebrezza, alla bellezza del corpo e alla sensualità, e Marte, che si manifesta nei frutti color rosso acceso, nelle spine e nell’azione emostatica di tutte le parti della pianta.
Ed è sicuramente Marte, nell’essenza di Wild Rose, che risolleva dalla capitolazione e dall’apatia.
La resa apatica di Wild Rose è l’espressione d’aspettative deluse e non realizzate, uno stato d’animo piatto che vegeta, non si ha più voglia di fare nulla; nessun progetto, nessuna attività.
Wild Rose pensa di non avere via d’uscita e tende al fatalismo, la sua passività la pone in una situazione d’adattamento anche là dove non gradisce: si adatta senza recriminare, non si lamenta del proprio stato d’animo perché lo considera normale, è indifferente a tutto e a tutti.
Un bambino che piange per ore senza che le sue esigenze fisiologiche o emozionali siano soddisfatte, finisce per rassegnarsi e maturare una sensazione di mancata sollecitudine nei suoi confronti che spegne poco a poco la sua vivacità portandolo in uno stato di profonda apatia.
Dopo una serie di delusioni e dispiaceri incontrati nei vari settori della vita, si può arrivare ad oltrepassare la fase della depressione immergendosi in una specie di limbo nel quale, il frastuono del mondo ci giunge ovattato e non è più capace di stimolare in alcuna direzione.
La speranza è definitivamente scomparsa, per proteggersi, il bambino ora divenuto adulto, ha interrotto ogni contatto con la sofferenza, niente emoziona, la sensibilità al piacere e al dolore è completamente opacizzata ed emerge solo la tendenza all’isolamento accompagnata dalla mancanza di motivazioni.
Un’anestesia emotiva, l’estrema difesa contro il mondo che prosciugato forza e fiducia.
Wild Rose, fiore della voglia di vivere, ci collega al potenziale della dedizione e della motivazione interna, aiutandoci a recuperare fiducia e volontà necessarie per ricominciare a vivere.
Non si può far finta, di non essere vivi, non ci si può nascondere sperando così di non soffrire più.
Al contrario, non c’è sofferenza più grande del rinunciare alla vita da vivi!
Come in inverno, così nella vita, ci sono fasi in cui tutte le attività s’interrompono affinché si recuperino le forze, ma non dobbiamo rimanere fermi per sempre. La primavera ritorna, e così immergiamoci nella vita ed abbandoniamoci a lei con gioia.

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loredana@soffiodiluna.it