PARLIAMO DI …
WILD OAT ( bromus ramosus)
Avena selvatica

 “Per quelli che ambiscono di fare qualcosa d’importante nella vita, che desiderano fare molte esperienze, vivere pienamente e gioire di tutto ciò che è loro possibile.
La difficoltà per loro è di decidere quale occupazione seguire, perché sebbene le loro ambizioni sono forti, non hanno una particolare vocazione; ciò può determinare dispiacere e insoddisfazione”.
E.Bach

 L’avena selvatica appartiene alla famiglia delle graminacee, il fatto di essere l’unica graminacea del sistema ha una grandissima importanza, perché i cereali costituiscono il vero pilastro delle civiltà tradizionali e sono inclusi in questa famiglia.
Può raggiungere un’altezza di un metro e venti, cresce soprattutto in zone umide e ombrose.
L’avena selvatica si differenzia da altre graminacee per la maggior altezza degli steli e per la pannocchia di fiori sempre pendente, “ciondolante” in varie direzioni, come se, priva di un modello di crescita, non sapesse quale orientamento prendere.
Al più debole alito di vento, gli steli della pianta ondeggiano ora di qua ora di là, dando l’impressione che il minimo stimolo crei in loro una sorta di risposta non ben indirizzata: da questo punto di vista, anche il soggetto Wild Oat è molto ricettivo agli stimoli esterni, ma disperde la propria energia in vari interessi e in varie attività mostrando di non sapersi dedicare con costanza e decisione ad un unico argomento.
Troviamo frequentemente questa pianta lungo le siepi e tra i cespugli: la siepe, sia essa naturale o creata da un giardiniere, che delimiti un frutteto o un orto o un giardino rispetto ad un terreno incolto o ad un bosco, riflette sempre una simbologia di confine, di separazione tra due ambienti diversi, così come il cespuglio.
I soggetti caratterizzati da Wild Oat sono dotati d’intelligenza e talento: non devono applicarsi troppo per raggiungere buoni risultati, ma il loro problema è riuscire a decidere quale settore sia quello giusto.
Spinti spesso dall’ambizione di distinguersi e di raggiungere alte mete, vogliono in ogni modo godersi contemporaneamente la vita, di qui sentono ardua la scelta da compiere.
Non appena raggiungono una certa abilità in qualche campo, subito perdono l’interesse, subentra la noia e desiderano cambiare; profondamente impostate su un atteggiamento estroso, la loro curiosità si estende in ampiezza piuttosto che in profondità.
Il non sapere verso quale direzione incamminarsi è la cosa che li frustra di più, e lo scoglio che non riescono a superare è rappresentato dall’incapacità di dedicarsi completamente e con tutto il cuore a qualcosa che li appassioni e li coinvolga fino in fondo.
Com’eterni adolescenti, intraprendono nuove strade finché si divertono e le cose non richiedono troppo impegno, ma appena si profila la possibilità di doversi affaticare o la situazione tende a farsi ripetitiva, lasciano perdere tutto.
Il timore di annoiarsi impedisce loro di procedere con perseveranza.
Wild Oat si sente spesso fuori posto ovunque perché non riesce a trovare una sede stabile, alla fine questo stile di vita si rivela frustrante, dato che non ha la pazienza di aspettare che gli sforzi in qualsiasi direzione diano i loro frutti.
Wild Oat si mostra al mondo con la maschera dell’insoddisfazione, del desiderio di sperimentare, della versatilità ed anticonformismo, ma sotto il vestito che indossa si sente separato, isolato dubbioso, scoraggiato per la mancata individuazione e sente un vuoto dentro, che lo spinge a mangiare troppo, cercando di placare la sua fame di vita.
Il vuoto nell’accezione negativa fa sentire svuotati e senza energia, ma nell’accezione positiva è l’inizio della creazione, l’istante di vuoto dove non c’è azione, in cui tutto è ancora possibile; possiamo giocare consapevolmente e scegliere le nostre responsabilità.
Fiore della vocazione e della rivelazione, Wild Oat, ci collega alle qualità della determinazione, perseveranza, orientamento, risolutezza, individuazione e orientamento del proprio destino.
Wild Oat sfonda tutto il superfluo e apporta doti di maturità, poiché ci mette in contatto con il nostro più profondo io, riusciremo a vedere chiaramente i nostri veri scopi e desideri, stabilire delle priorità, assumerci le responsabilità delle nostre decisioni e portare a termine ciò che abbiamo iniziato.

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