PARLIAMO DI …

WHITE CHESTNUT ( aesculus ippocastanum)
Ippocastano bianco

 “Per quelli che non possono impedire alla loro mente pensieri, idee, ragionamenti che non desiderano. E questo di norma accade nei momenti in cui il loro interesse per il presente non è abbastanza forte da occupare del tutto la loro mente. Pensieri che preoccupano e, se cacciati per un momento, ritorneranno. Sembra che essi girino in tondo e impongono una tortura mentale. La presenza di questi pensieri spiacevoli toglie la pace e impedisce di concentrarsi sul lavoro o il piacere quotidiano”.
E.Bach

Albero possente alto fino a 25 metri. Le foglie sono seghettate, fiorisce da aprile a giugno, le corolle hanno 5 petali bianchi con l’interno che varia dal rosso al rosa, al giallo, riuniti in vistose pannocchie, erette coniche.
La distribuzione dei fiori sull’albero è casuale e diffusa: i fiori punteggiano il fogliame come luci brillanti di attività, ma senza rispettare alcun modello preciso; i singoli fiori sono asimmetrici, e presentano contorni spiegazzati e arricciati; la chioma dell’albero è in certi punti folta e in altri più rada; la corteccia, rotta e irregolare, dà l’impressione di forza dissipata, così come disorganizzato e discontinuo è il flusso circolare di pensieri del soggetto White Chestnut.
Tuttavia, osservato da una certa distanza, l’albero appare armonico ed equilibrato, come se si trattasse di un equilibrio non statico ma dinamico.
Importante è poi il colore dei fiori, il colore bianco, da sempre simbolo della pace, porta tranquillità nell’ansia interiorizzata da un circolo di pensieri ossessivi.
White Chestnut vive in uno stato di tensione senza fine, è il pensiero circolare che annoda e arrotola la mente, è una caratteristica della mente iperattiva, è la stanchezza, l’impoverimento d’energia dei chakra più bassi.
Una ripetizione accelerata.
L’identificazione con la propria emotività: in un primo impatto un evento emotivo Ë sentito e nel secondo impatto, la risposta è spostata a livello mentale per non sentire.
Da parte della mente c’è una prevaricazione sulla volontà della persona, dando potere alla nostra mente consegnandole pre-occupazione e generando sofferenza. Un dolore inutile perché non abbiamo compiuto una scelta e non siamo usciti da una ripetizione mentale.
Si percepisce tutto attraverso la mente, anche le  emozioni sono prima pensate piuttosto che sentite.
A nulla vale la volontà di non pensare: il buonsenso suggerirebbe di “staccare la spina” e rilassarsi, ma chi si trova nella condizione disarmonica di White Chestnut, non possiede tale capacità, tanto che la sua mente vive di vita propria e appare sganciata dal controllo della coscienza.
Le frasi dette, le esperienze vissute, addirittura i ritornelli di canzoni o di spot pubblicitari ascoltati riempiono la testa creando una specie di turbine mentale che non si riesce ad arrestare in alcun modo; non si rimugina solo su avvenimenti e circostanze passate, ma anche su impegni o compiti che si devono assolvere in futuro. Si ha la tendenza ad anticipare in scene mentali ciò che si dovrà dire l’indomani o come sarà opportuno organizzarsi.
White chestnut è il rimedio principale per l’ossessività, dove il pensiero o il gesto rappresenta dei tentativi di spostare l’attenzione da qualcosa che non è possibile controllare se non con il tema del rito; in questo modo si scarica una quota d’energia all’esterno di sé, non riuscendo a controllarla dall’interno.
Il problema è spostato all’esterno.
White Chestnut, il fiore del pensiero, racchiude in sé le qualità spirituali della tranquillità mentale e delle capacità di distinzione, porta silenzio, serenità e accettazione. La menta diventa più lucida e mentre prima si voleva trovare subito le soluzioni, ora si riesce ad attendere che esse affiorino da sole.
Con l’assunzione del rimedio si ritrova il potere mentale, i problemi che sembravano tanto importanti ritrovano la giusta proporzione, si ritorna in grado di vivere un ritmo quotidiano senza che la mente si affolli d’idee, ricordi o banalità; ci si sente padroni del proprio potenziale psichico e si riesce a decidere quando è il caso di rilassarsi, rimandando ad altri momenti le istanze non contingenti.

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