PARLIAMO DI …

VINE ( vitis vinifera)
Vite rossa

 “Per coloro che sono molto capaci, sicuri di sé stessi, certi di riuscire: Con tale sicurezza pensano che sarebbe nell’interesse degli altri fare le cose come essi stessi le fanno o come essi sono certi che dovrebbero essere fatte.  Anche ammalati dirigono il loro personale.    Possono essere preziosi anche nei casi di emergenza”.
E.Bach

 La vite rossa si attacca ovunque con i viticci, si avvinghia a qualunque sostegno senza mollare mai la presa.
E’ una pianta tenace, incontenibile, sfacciata: è quasi impossibile estirparla completamente, poiché i suoi viticci ricrescono in un lampo soffocando tutto ciò che incontrano nel loro cammino, e per sradicare le radici bisogna scendere molto in profondità.
Vive a lungo come un albero (può arrivare anche  qualche centinaio di anni), ma non possiede un vero e proprio tronco: allo stesso modo il soggetto Vine negativo usa gli altri come sostegno per i propri interessi e ambizioni, esprimendo una volontà di dominio legata più a un desiderio di espansione che di sostanza interiore, a doti ben solide ed integrate nella personalità.
La volontà individuale troppo accentuata, conduce questi soggetti alla perdita di sentimenti come compassione ed amicizia, i fiori di colore verde ci dicono di cercare la disarmonia principale nel cuore.
I concetti di dominazione e potere che tracciano il quadro di Vine, si ricollegano agli antichi Romani, che fecero del vino rosso una delle loro bevande preferite, e l’antica civiltà romana, in ossequio a Marte, dio della guerra, di cui la vite rossa è un simbolo, fu capace di creare un impero grandioso asservendo popolazioni lontane e diversissime.
La vite rossa caratterizza individui dotati di forza interiore, tenacia, determinazione e carisma; dotati di grande intelligenza, forza di volontà e capacità di razionalizzare i problemi e di risolverli grazie al loro sangue freddo.
Vine è un soggetto abituato a vincere, desidera il dominio sugli altri e ciò lo spinge a chiedere obbedienza, non discute ma ordina e incute timore, pensa di avere sempre ragione, è intransigente e può diventare violento. Non rispetta l’individualità altrui, ignora chi si sottrae al suo gioco di potere, manca d’umiltà, si sente solo ma non ascolta nessuno.
In sintesi la frattura tra potere e amore, la mancanza di compassione portano l’individuo Vine all’autoritarismo, si arriva a perdere ogni sensibilità nei confronti del prossimo e prevale il desiderio di osservare negli altri l’obbedienza assoluta, seppur dettata dalla paura piuttosto che dall’amore.
Vine mostra scarsa considerazione per i sentimenti altrui, compresi i familiari e le persone affettivamente più vicine, preferendo essere temuto piuttosto che amato.
Non avendo per sé potere personale, agisce il potere sugli altri con la violenza, perché è profondamente insicuro e preferisce l’attacco.
Despota che non fa crescere i suoi sottoposti, non li responsabilizza
eccetto che per buttare loro addosso la colpa di ciò che è successo.
Un’altra faccia della medaglia di questo fiore, può manifestarsi nel paradosso di un’autorepressione, dove il potere è abusato contro se stessi; l’autoritarismo, la crudeltà e la prepotenza incarnano il persecutore interno che ci tiene schiacciati nella sottomissione.
Vine deve imparare a riconoscere che ogni essere umano deve essere libero di esprimere la propria personalità, quindi rinunciare ad imporsi a tutti i costi.
Ogni cosa ha un prezzo. Il prezzo del potere imposto con la forza è la mancanza d’amore, di stima. A che serve avere mille servi e nessun amico di cui fidarsi?
L’essenza insegna a Vine il servizio verso gli altri comprendendo le sue doti naturali d’autorevolezza senza il bisogno di essere affermate con atteggiamenti tirannici.
Vine diventa capace di guida esprimendo un aiuto amorevole nei confronti degli altri, poiché comandare significa anche saper servire.

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loredana@soffiodiluna.it