PARLIAMO DI…

VERVAIN ( verbena officinalis)
Verbena

 

“ Per quelli che hanno principi e idee preconcette che fermamente credono giuste e che cambiano ben raramente.
Desiderano molto convertire tutti quelli che li circondano alle loro vedute sulla vita.
Sono molto forti e hanno molto coraggio quando sono convinti delle cose che vorrebbero insegnare.
Ammalati, essi continuano a lottare a ungo dove numerosi altri avrebbero cessato la loro attività”.
E.Bach

 E’ curioso vedere questa indomita pianta mediterranea che cresce in condizioni difficili.
E’ evidente la grande sproporzione tra i suoi steli alti, ramificati, robusti che possono superare il metro d’altezza, con i morbidi e piccoli fiori color malva; questi steli massicci sembrano dunque sostenere quasi nulla, esprimendo morfologicamente un’esagerazione.
La rigidità degli steli rimanda alla condizione negativa del rimedio per la loro crescita esagerata, i fiori dalla forma semplice, di colore rosso-malva, esprimono concetti come socialità, calma, equilibrio nei rapporti interpersonali, assenza di conflitti ( il rosa e il malva sono colori simbolicamente collegati al cuore, all’apertura verso gli altri).
La pianta c’informa che gli ideali cui mira il tipo Vervain devono essere realizzati con calma, equilibrio e rispetto per le opinioni altrui.
Pianta piuttosto comune, alta fino a 50 centimetri cresce nei terreni aridi e lungo il ciglio delle strade, dove in passato transitavano persone, carrozze ed altri mezzi di trasporto, e oggi le automobili e i veicoli più disparati: i luoghi preferiti da questa pianta rimandano all’idea del movimento, frenesia, a quelle situazioni dinamiche e vivaci nelle quali il soggetto Vervain ama calarsi.
Carattere marziano espresso nel gambo e venusiano nel colore delicato del fiore, pianta amara che invade il territorio, fusto eretto con angoli sporgenti e ruvido agli spigoli; i fiori sono piccoli con 5 petali si dispongono insieme ad altri intorno alla spiga lunga e sottile al vertice della pianta.
Fiorisce da giugno a settembre.
Questa pianta oggi non ha profumo, ma un tempo sì.
Si ritiene che l’origine della parola, sia una radice sanscrita che ha il significato di farsi più grande, crescere, prosperare; e c’è da chiedersi, a questo proposito, se saranno state presso i popoli primitivi le virtù magiche attribuite alla pianta della verbena, a farla battezzare così, volendo alludere alla sua capacità di risvegliare l’amore, o se sia, invece, la radice verbale a far sì che alle piante si siano attribuite virtù magiche.
Le verbene sono note fin dall’antichità:  i romani quando mandavano alle altre nazioni messaggeri di pace “ne adornavano le vesti con dei rami di verbena”, i druidi avevano per questa pianta la venerazione più grande, e prima di coglierla offrivano un sacrificio alla terra, Venere vittoriosa portava una corona intrecciata di verbena e mirto, e sempre i romani le attribuivano il potere di risvegliare il fuoco sopito di un amore che si andava spegnendo.
Ciò che caratterizza un temperamento Vervain è la passione e l’intensità con cui questo soggetto ha bisogno di vivere e, a volte, anche morire, per gli ideali che intende conseguire.
Focoso per natura, un eccesso d’energia in un filo troppo sottile, può talvolta rimanere apparentemente quiescente per molto tempo finché un’idea, una causa o una crociata risvegliano in lui tutto il suo potenziale, trasformandolo in un combattente accanito, che può sfociare in ossessività ed accanimento.
Esteriormente si presenta al mondo con coraggio, disponibilità a sacrificarsi per i propri ideali; la lotta lo rende vivo, ama la compagnia e mostra grande interesse per gli altri.
Idealista, predicatore, missionario, fanatico desidera convincere e convertire gli altri, all’inizio è affascinante, poi stanca perché troppo invadente essendo privo di senso della misura.
Stressato, nervoso, iperteso, facilmente irritabile sono i risultati di un’eccessiva eccitazione interiore ed impulsività che rende difficile il rilasciare la tensione.
Soggetto troppo rivolto all’esterno al quale rivolge sforzo, impegno, zelo esagerati, gran forza di volontà e costanza nei propositi e nelle idee che difende e che cambia con difficoltà.
Soffre d’iperattività mentale.
Le parole chiave di questo fiore sono: esagerazione, tensione e irascibilità caratteristiche che collocano Vervain sempre agli estremi causando un consumo eccessivo d’energia.
La vita di gruppo solitamente attira Vervain anche perché rappresenta una comoda modalità per tamponare ansie e preoccupazioni; e nel gruppo egli fa da traino, da leader, ma il più delle volte in modo esagerato e perciò controproducente.
Inoltre la sua intolleranza nei confronti di chi propugna idee o stili di vita differenti, gli crea un motivo in più di tensione e d’irrigidimento.
Se la passione non nasce dall’emotività del secondo chakra, o nell’accezione positiva di potere del terzo chakra, ma nasce dal quarto, nel cuore, allora la passione diventa uno strumento formidabile per la consapevolezza.
La dinamica più pericolosa in cui Vervain può incorrere, è l’identificazione in un unico ruolo esasperandolo. Non identificarsi, facendo un passo indietro ed essere solo osservatori di se stessi e dell’oggetto nel quale ci si è identificati.
Solo chi ha un gran cuore può cadere in questo difetto, e fare un passo indietro, lavorare sulle giuste proporzioni delle cose, il giusto valore.
Allora si ama incondizionatamente.
Il fiore insegna tolleranza ed equilibrio nell’uso amorevole dell’energia e spinge a lavorare per quello che ci sta a cuore senza pretendere che gli altri lo condividano per forza.
S’impara a rispettare il punto di vista diverso dal nostro, il ritmo di vita quotidiano ritrova un’armonia dimenticata e il rispetto sia per gli altri, sia per noi stessi e per il nostro corpo, costituisce la nuova importante conquista.
Un’idea, se è davvero giusta, contiene naturalmente in sé la forza per affermarsi.

 

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