PARLIAMO DI …
PINE (pinus sylvestris)
Pino silvestre

 “Per quelli che si autocriticano.
Anche quando hanno successo pensano che avrebbero potuto fare meglio e non sono mai contenti di se stessi, né dei risultati ottenuti.
Lavorano duramente e soffrono molto degli sbagli che essi si attribuiscono.
A volte arrivano a rivendicare la responsabilità di un errore commesso da altri”.
E.Bach

 Il pino silvestre è apprezzato fin dall’antichità per l’essenza che si ricava dalla sua linfa resinosa. L’olio essenziale che trasuda dalla corteccia dell’albero, ha proprietà purificatrici e decongestionanti: ripulisce l’organismo e lo libera dagli accumuli.
Il pino tuttavia non possiede la capacità d’autogenerarsi: se viene tagliato, non cresce più e muore.
Le influenze esterne agiscono su questo albero facendogli assumere un aspetto tormentato: il vento, i fulmini, le condizioni atmosferiche ne modificano la forma rendendolo curvo, anche se la sua tendenza naturale sarebbe quella da seguire un andamento di crescita rettilineo.
Il rimedio ricavato dai suoi fiori agisce in coloro che desiderano adottare un comportamento “retto”, ma le circostanze esterne e il modello dell’autorimprovero creano in tali soggetti una profonda disarmonia.
La natura del pino silvestre è poco flessibile se viene tagliato non ributta dal ceppo, e alla stessa maniera la persona pensa di dover adempiere i suoi compiti in una sola vita; sentendosi priva del tempo sufficiente per perdonarsi e per risolvere il senso di colpa di cui soffre. Infine, la presenza della linfa resina ci fa intuire che grazie all’aroma penetrante si potranno rimuovere i blocchi interiori così profondi, su cui si basa lo stato d’animo negativo ( aghi doppi difficili da estrarre una volta inseriti nel corpo).
Le foglie sempreverdi donano la speranza di una vitalità che non muore, la corteccia squamosa color ruggine mostra la disintegrazione dell’anima nella mancata accettazione di sé e delle proprie mancanze dove, nel colore ruggine, viene espressa una forza autoaggressiva capace di corrodere l’elemento metallo, (polmoni e intestino crasso), mancando di analisi profonda e chiarezza dei significati delle esperienze di vita.
I fiori sbocciano da aprile a maggio, la primavera come stagione dell’elemento Legno che governa fegato e vescica biliare. L’organo e la ghiandola annessa necessitano di movimento, capacità di distinzione, valutazione e decisione in una forma flessibile alle varie situazioni che si presentano nella vita, e se queste non sono soddisfatte, allora l’emozione che presiede in questo elemento, la rabbia, si manifesterà contro.
Il colore giallo dei fiori maschili ricchi di polline, mostrano la forza del sole nel far luce in una sana visione di sé, che si esplica nella capacità di creare la propria vita, mentre il colore rosso dei fiori femminili, mostra il colore di una rabbia trattenuta per eccessiva sensibilità e zelo verso le norme autoimposte.
Questo rimedio è collegato ai sentimenti di perdono e pentimento.
Nel soggetto disarmonico, poiché l’amore per se stessi è in qualche modo carente, si avverte interiormente una sensazione di colpa da dover espiare, un errore, un debito inestinguibile, un giudice interiore che sentenzia autoaccuse sfoderando una morale rigida e perfezionista.
Nella critica verso se stesso, Pine si sente indegno e vigliacco, a disagio nella vita dove non crede di meritare alcuna gioia allontanandosi così dal piacere della vita e volgendosi verso una sorta di masochismo, malinconia ed insoddisfazione.
Dotato di un grande spirito di sacrificio, s’impone alti obiettivi, ama dare molto agli altri e tende a scusarsi sempre, e inconsciamente, chiedere perdono del proprio posto nel mondo.
Convinto di non meritare nulla, Pine fa fatica a ricevere e vede sempre i propri limiti più che le proprie possibilità.
Pine è uno degli stati d’animo fondamentali per l’umanità, spesso accentuato dall’educazione, dalla religione e da una morale rigida.
E’ difficile per un soggetto Pine negativo provare piacere, abbandonarsi al godimento, ameno che non abbia lottato duramente per conquistarlo. E’ difficile anche svagarsi, giocare, dedicare del tempo ad attività puramente ricreative, perché il senso del dovere e l’automortificazione incombono.
Queste persone non sono mai soddisfatte: anche raggiungendo ottimi risultati, si rimproverano di non essersi impegnate maggiormente.
Un tratto tipico di Pine è quello di accollarsi la colpa per gli errori degli altri, affetto da una forma narcisistica, ha la convinzione, inconscia, d’essere onnipotente al punto di sentirsi responsabile di tutto quello che succede.
Questo atteggiamento serve per evitare di doversi realmente impegnare in un cambiamento, si tende ad instaurare rapporti di dipendenza e sull’altra persona o sulla famiglia o l’ambiente di lavoro vengono scaricate tutte le responsabilità.
Con la paura e il senso di colpa, l’uomo viene limitato e inibito, la vita è noia e dolore se siamo incarcerati dalla paura e dal senso di colpa.
Il senso di colpa ha in se il peggio che si può trovare nel sé inferiore, perché chi sembra così accogliente nell’accollarsi la responsabilità, in realtà agisce il contrario.
Il senso di colpa non fa nascere l’amore, né l’umiltà, ma nasce solo l’indulgenza verso se stessi nel continuare ad agire un tradimento e fare male a sé ed agli altri.
Una gran trasformazione che ci consente di vivere e ci apre alla consapevolezza, è trasmutare il senso di colpa in assunzione di responsabilità.
Ogni relazione se vissuta con il senso di responsabilità, è vissuta con amore!
Pine, il fiore dell’accettazione di sé, ci apre alla compassione, libertà, fratellanza integrità e umiltà.
Chi si aggrappa ai propri errori e non è in grado di amarsi e di perdonarsi, non sarà in grado d’amare e di perdonare il prossimo.
Allora che senso hanno i rapporti umani?
In Medio Oriente i fabbricanti di tappeti sbagliano apposta una trama, un nodo, perché la perfezione è solo degli Dei. Impara a perdonare te stesso, più e più volte, con amore.

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loredana@soffiodiluna.it