PARLIAMO DI …

MIMULUS (mimulus guttatus)
Mimolo giallo

 “ Paura delle cose del mondo. Malattie, dolori, incidenti, povertà, buio, solitudine, sfortuna, le paure della vita quotidiana.
Questa persone sopportano le loro fobie segretamente e in silenzio, non ne parlano volentieri agli altri”.

                                      E.Bach

L’habitat dal mimolo giallo è rappresentato dalle sponde dei ruscelli, degli stagni e dei corsi d’acqua in genere. Crescendo in bilico sulla corrente, sembra che la pianticella sia sempre sul punto di essere sradicata e trascinata via; ma le radici sono ben infisse nel terreno, esso si aggrappa saldamente alla ghiaia del letto del fiume e della sponda, così da non essere rimosso dalla sua sede per effetto del flusso d’acqua che costantemente lo bagna.
Il mimolo vive, dunque, sospeso sull’argine, sottoposto agli schizzi del ruscello; da questa caratteristica si ritrae un’impressione di precarietà, ma anche di tenacia data dal resistere al pericolo della corrente.
Il fiume o il ruscello, in chiave simbolica rappresenta il flusso della vita, con i suoi rischi, le sue possibilità e le paure ad affrontare le richieste della vita.
Esso affida alla corrente d’acqua la perpetuazione della specie: i suoi semi cadono nel ruscello, che li trasporta finché alcuni di loro trovano sedi idonee lungo le sponde e danno origine a nuove piante.
In chiave simbolica possiamo interpretare tale fenomeno come la nascita di nuove possibilità (le nuove pianticelle di mimolo), pur tra rischi e pericoli nel fiume incessante della vita.
Aggrappato alle rive ha sfidato la paura dell’acqua, sebbene le precarietà riesce a vivere felice denotando, nonostante la vulnerabilità e la fragilità, coraggio e fiducia.
Fiorisce da giugno ad ottobre, fiore grande con calice a forma di fiasco e cinque petali tubolari gialli con macchioline rosse.
Il giallo rimanda al sole e al potere della luce di dissipare le paure, il rosso alla forza, al coraggio e tenacia, ma anche alla vergogna e timidezza che esplode sulle guance.
Non è forse sufficiente accendere la luce per far svanire il buio temuto e sbloccare la paura: “la grande carceriera” ?
Mimulus è un soggetto timido, delicato, fine, silenzioso e solitario, “una bambola di porcellana che può andare facilmente in frantumi”, può cadere in soggezione di personalità più forti, rifugge le discussioni e se messo sotto pressione tende ad ammalarsi.
Tende la ricerca d’ambienti protetti dove rifugiarsi, la sua ipersensibilità lo spingono alla fuga per paura delle esperienze di vita.
Poiché preferisce non affrontare le situazioni di cui ha paura, tende a rimandare le scelte e le decisioni non è in grado di stare sotto pressione.
Eppure nel mondo dei contrari e degli opposti dietro questa paura del mondo si cela la virtù opposta del coraggio, della responsabilità, della compassione, della creatività ed accettazione.
La paura come contrapposizione dell’amore, dell’apertura alla vita, essa crea alibi per non assumersi la responsabilità delle proprie scelte e della propria capacità creativa nel mondo. La timidezza, dunque, come forma d’egoismo, nella vergogna non ci si espone e si negano molte cose della vita; l’adulto ha cristallizzato in sé il bambino timido, e dietro la maschera del “buonismo” e dell’essere apparentemente inoffensivo, ci si permette la deresponsabilizzazione di sé.
Dal momento che non si accetta di contenere in sé qualcosa di sgradevole ( che oltretutto non conosciamo bene e quindi ci fa paura) è più facile trasportarlo o proiettarlo al di fuori di noi stessi, in un meccanismo di difesa, su un oggetto o una situazione che possano confinarlo e della quale poi ne avremo paura. Ecco che nascono le fobie.
Mimulus ha una profonda paura di cambiare, di interagire con le energie interne ed esterne, egli si ritira negandosi alla vita.
Essere protetti e non liberi, molto spesso, è la stessa cosa; un genitore che protegge eccessivamente senza far sentire liberi i propri figli, farà crescere in loro la paura per la vita, un imprinting che si memorizza sul sistema immunitario ed attiverà la fuga nella malattia, dove ci si nasconde.
La paura è lo strumento con cui il potere maschera l’aggressività, maschera qualcosa di subdolo, anche se in maniera inconsapevole.
Pensiamo all’indole ipersensibile di Mimulus come possa in fondo, rendere la vita difficile schiavizzando gli altri senza volerlo, inducendoli ad avere riguardo nei confronti delle loro paure.
La paura di Mimulus ha una base mentale e come reazione l’ansia da anticipazione, fuga e svincolamento, ma la radice riguarda la sfera emotiva, dove si vive una profonda problematica interiore.
Mimulus aiuta ad affrontare coraggiosamente le situazioni che la vita presenta, in grado di agire senza timori ed esitazioni, confidando nella propria forza interiore.

Si ritrova la strada per uscire dalla piena dei timori e delle ansie; ci si apre alla vita in fiducia ed accettazione.
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loredana@soffiodiluna.it