PARLIAMO DI …

CLEMATIS ( clematis vitalba)
Vitalba

“Per i sognatori, gli addormentati, per quelli che non sono mai completamente svegli, senza gran interesse nella vita . Gente tranquilla, non veramente felice nella situazione attuale, che vive piuttosto nel futuro che nel presente; vivono nella speranza di un tempo felice quando i loro ideali potranno realizzarsi.
Quando sono malati fanno pochi sforzi o anche nessun sforzo per ristabilirsi. In certi casi arrivano a sperare di morire nella prospettiva di una vita migliore, o anche di ritrovare una persona cara scomparsa”.   E.Bach

L’impressione che dà un cespuglio di vitalba, pianta rampicante dai piccoli, delicati fiori bianchi, è quella di una nuvola sospesa ad un muro, o più frequentemente, all’albero cui si attacca. Ha l’andamento di una liana, tenendosi sui rami più alti dei rami circostanti.
Nasce dove c’è disordine e intromissione, le foglie e il fusto sono tossici e invecchiando diventano spessi e legnosi, è facilmente riconoscibile in inverno perché si ricopre di gomitoli, di filamenti argentei che avvolgono i semi.
Danneggia le piante alle quali si avviluppa soffocandole, le foglie sfregate sulla cute risultano irritanti.
I semi legati a delle piumette, restano attaccati alla pianta per tutto l’inverno; i germogli sono commestibili.
Il bianco dei fiori è un colore che non esprime forza e tutto l’insieme delle piccole corolle suggerisce l’idea di una dimensione irreale, da sogno. I fiori profumati di vaniglia, sbocciano da maggio a luglio, sepali disposti a croce, l’impollinazione avviene tramite il vento, gli stami partono dal centro esprimendo l’esigenza di trovare un punto.
Le radici sono deboli.
Una splendida Clematis nel breve tempo di una notte, può intristire e morire di un male misterioso che sembra essere un virus, ma del quale non si sa nulla.
I Romani facevano crescere le Clematis contro i muri delle loro case perché pensavano che le preservasse dai temporali.
Gli inglesi l’hanno chiamata “gioia del viandante”, è proprio questa pianta che più d’ogni altra infonde, attraverso il suo comparire e scomparire (nel bosco durante una passeggiata), come un tema musicale, il senso della corrente stagione.
Con lo sguardo perso in alto, questi soggetti dispongono di un talento artistico, fanno innamorare con il loro fascino sognante e soffrire con la loro distratta indifferenza. Persi in un mondo d’immagini e fantasie, le radici nella realtà e nelle cose pratiche sono molto deboli e per la loro gestione si appoggiano agli altri divenendone dipendenti, ma per comodità.
Mentalmente altrove vagano attraverso i mondi della fantasia aspettando un futuro migliore visto che il presente non li rende felici e non crea loro interesse. Fugge Clematis nel sonno profondo, nella distanza emotiva, nelle leggere che mantengono una certa classe, spreca molta energia nel piano interiore e fisicamente lo si vede stanco ed inattivo.
Clematis corteggia la morte fuggendo nel torpore.
La depressione di Clematis ha il fascino del romanticismo, è poco appariscente per gli altri, non fa richieste continue, si mette a letto sperando che qualcuno se lo porti via. Clematis vive mentalmente ciò che non riesce a vivere nella realtà, nei piani alti, dove fugge, egli naviga concedendoci la creatività.
Ali bellissime ha la clematide, ma senza radici non può volare e il loro amore diventa egoista, volubile e superficiale.
E.Bach definì lo stato Clematis “una cortese e decente forma di suicidio”.
Gli stimoli vengono dal mondo interiore che alimenta illusioni in eccesso, creando la difficoltà di discernere per poter separare la realtà dalla fantasia. Clematis nella sua assenza non sente, la sua circolazione energetica ha invertito il corso, spesso galleggia per molto tempo come “un essere sospeso”; una specie di stato crepuscolare o libico, dove non esiste il tempo.
Dietro allo stato Clematis si annida la paura del dolore, e perciò tutta l’energia è spinta nei piani alti dove ci si rifugia, dove si evita il contatto fisico, l’anestesia affettiva dà il senso di sicurezza a spese della felicità.
Clematis c’insegna a contenere il dolore, poterlo vivere, ad essere qui e ora ed entrare nelle priorità del momento; ci riporta sulla terra e ci aiuta a concretizzare ciò che prima sognavamo.
Impedisce i fuggire in un mondo che non c’è.
E’ vero la realtà è spesso difficile, con tante cose che non vanno, però è nella vita d’ogni giorno che possiamo preparare un futuro migliore.
Clematis aiuta a non sottrarsi alla responsabilità della nostra vita.

Legato al potenziale dell’idealismo creativo, questo fiore ci ridona la creatività e la dolcezza che da sempre avevamo dentro.


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