PARLIAMO DI …
CERATO (ceratostigma willmottiana)
Cerato

“Per quelli che non hanno sufficiente fiducia in se stessi per fare quello che hanno deciso. Essi chiedono costantemente consigli agli altri e spesso vengono fuorviati”
E.Bach

Piccolo arbusto originario del Tibet, assente in Italia, in Europa cresce solo se coltivato in giardini in pieno sole. Su terreno fertilizzato.
Arriva fino ad un metro d’altezza, i suoi piccoli fiori hanno quattro petali blu con sfumature viola; fiorisce ogni giorno da giugno a fine agosto, due o tre fiori, durano un po’ poi muoiono e ne rinascono continuamente.
In inverno scompare e poi ributta foglie e fiori.
Le sue foglie sono romboidali, acuminate alla base, fittamente pelose nella parte inferiore e provviste di grossolane ciglia sui margini.
La pianta ha una magica impronta Saturnina per i fiori blu e viola, per la pietrificazione del calice, per il suolo asciutto e pietroso che predilige.   
Saturno è il più estremo dei pianeti visibili e segna quella zona di transizione che va dal nostro mondo del qua a quello dell’aldilà, simboleggia il limite di demarcazione fra l’immateriale ed il materiale.
Il nome volgare di cerato è plumbago, tradotto piombaggine dal latino plumbum ago, (ago=conduce) ed il blu piombo è il metallo di Saturno.

Quando si cerca una spiegazione per capire come mai Bach scelse proprio questo fiore, s’incontrano sempre difficoltà e la questione rimane nebulosa: Cerato non a caso, è il rimedio per l’incertezza; inoltre la sua origine tibetana può affermare, con buona ragione, la sua capacità di rafforzare la fiducia nella propria voce interiore. Il Tibet è, infatti, da sempre considerato il paese della spiritualità, dell’interiorità e della saggezza.

Le risposte per il nostro progetto di vita non si trovano nel mondo esterno, ma nella nostra guida interiore che si esprime attraverso l’intuizione costituita da ragione e sentimento. Cerato, dotato di una gran sensibilità e di un grande intuito, sente d’essere diverso ma ne ha paura, non ha fiducia in se stesso e cerca continuamente conferme nel mondo esterno.    
L’intuito è bloccato dalle influenze esterne perché troppo influenzabile e fragile, i dubbi che lacerano Cerato sono essenzialmente d’origine intellettuale e morale; egli, inconsapevolmente, ha già dentro di sé la sua verità, ma si disperde nel cercare rassicurazione dagli altri, come conferma che ciò che sente è giusto.
Come i fiori, che indossano il colore della saggezza, così le persone Cerato hanno dentro il potenziale del ritorno all’innocenza pura e saggia; ogni giorno fiorisce e poco dopo muore esattamente nello stesso modo in cui l’Anima si fa sentire attraverso la voce dell’intuizione, ma che poco dopo muore e non riesce ad integrarsi nella consapevolezza.                                                                                                                                                         
I quattro petali mostrano la necessità di un centro, di una fiducia interiore che andrà a risolvere la continua dispersione energetica consumata dal dubbio.
La personalità Cerato, sente scoraggiamento, confusione, insicurezza, sfiducia, ignoranza e superficialità e tutto ciò lo rendono influenzabile, dipendente del giudizio altrui; la sua originalità diventa conformismo e convenzionalità perdendo la visione dell’insieme.
Esteriormente si aggrappa agli altri, specialmente alle persone di cui ha stima o alle quali attribuisce grande autorevolezza, sentendosi così rassicurato. Desidera essere accettato da un gruppo precostituito, continua ad accumulare informazioni e pareri all’infinito, in un’eccessiva intellettualizzazione, senza riuscire a mettere in pratica le conoscenze acquisite senza sosta. Spesso assume l’atteggiamento di persona sciocca, ingenua rischiando di fare la figura dello stupido, quale in realtà non è assolutamente. Insicurezza, dubbio e sfiducia nel proprio sentire tengono Cerato in un limbo d’incertezza.

Le foglie, pelose nella parte inferiore ci riportano alla difesa, ma osserviamo bene, esse indossano grandi ciglia come antenne per captare la voce dell’Universo che si rivela in se stesso.
L’essenza di Cerato permette di avere opinioni proprie, determina la certezza di una direzione interiore con cui risolvere le questioni, il ritorno all’innocenza, l’adulto che torna alla purezza del bambino nella consapevolezza e non più nell’ignoranza.
Cerato insegna a sostenere e portare avanti le proprie opinioni, avendo fiducia nel proprio intuito, libera dalla convenzionalità e dell’eccessivo conformismo. Una forte azione nella sfera mentale stimola il processo decisionale, se prima a livello intuitivo la risposta c’era ma la ragione non l’accettava con una serie d’argomentazioni tradizionali, ora l’intuito è sostenuto anche dalla ragione. Un ponte tra il cuore e la mente.
Nasce un atteggiamento di tranquilla certezza che nessuna argomentazione contraria riesce a scuotere, si diventa forti e sicuri della propria verità.
L’individuo Saturnino è chiuso, scontroso, avaro con un’intelligenza zelante ma distaccato dall’ispirazione dello spirito, in un mondo cerato dove si corre verso ciò che appare, verso l’efficienza, il materialismo e il meccanicismo e ci si allontana dal nostro vero sé.

Il grande viaggio lo insegna Cerato, spingendoci dentro esortandoci a tornare ad essere come fanciulli, parte della volta celeste.
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loredana@soffiodiluna.it